Di Valentino Salvatore
Un nuovo partito scende in campo, al grido di Cchi pilu pi tutti! E lo fa in grande stile, con alcuni gazebo a Milano, Roma, Napoli, Bologna e Bari, tra sabato 15 e domenica 16 gennaio. Ma già le prime avvisaglie i più le avranno notate, con cartelloni dagli slogan improbabili che hanno tappezzato diversi comuni nei mesi scorsi. Se siete stanchi del proliferare di partiti e partitini, di false idealismi che trascurano la pagnotta, di programmi complicati e chilometrici, di un dibattito pacato e di una ricerca vana quanto
ipocrita della moralità in politica, è arrivato finalmente l’uomo che fa per voi.
ipocrita della moralità in politica, è arrivato finalmente l’uomo che fa per voi.E’ Cetto La Qualunque, il «candidato unico per le primarie di sinistra, destra, centro, sotto e sopra», recita il programma elettorale. Il suo è lo sfavillante Partito du Pilu, nome che sa di sineddoche e non piacerà per ovvi motivi a chi ha ‘fisime’ femministe. Così il rutilante comico Antonio Albanese ha deciso di promuovere il suo nuovo film Qualunquemente, la cui uscita è prevista per venerdì 21 gennaio. Un film che racconta la storia di Cetto La Qualunque, macchietta feroce dell’imprenditore ignorante, corrotto, omofobo e colluso con la malavita. Tornato nel profondo Sud dopo qualche problema con la giustizia, decide di salvare i propri affari minacciati dal probo e sfigato Giovanni De Santis, che rischia di portare ordine e legalità. La Qualunque si butta così in politica, spalleggiato da escort e mafiosi, partendo alla reconquista del suo feudo. Promettendo ai suoi elettori clientelismo, cementificazione selvaggia e, ovviamente, il consueto “pilu”. Una caricatura spietata della degenerazione politica e civile del nostro Paese.
Presso gli stand che pubblicizzano il film, squadre di modelle «sdraiabilissime» dalle parrucche fiammanti e giovanotti in completo che ricordano un rampanti yuppies anni Ottanta. Gazebo con tutte le carte in regola, come se si trattasse di vera propaganda politica. Dove i curiosi hanno trovato spillette, flyer, gadget, volantini che snocciolano il programma elettorale del nostro beniamino. Nel vademecum del sostenitore di Cetto ad esempio si legge che questi deve essere di «bella presenza», «automunito» ma soprattutto «essere uscito dal carcere da almeno 24 ore». Inoltre, così viene istruito sulla corretta affissione del manifesto elettorale: «deve coprire perfettamente il manifesto dell’avversario politico». Il sostenitore, «vestito in maniera impeccabile», deve avere «un’aria pacifica ed essere pronto per tutte le evenienze»: ad esempio si suggerisce «pacatamente» che «mandare all’ospedale un avversario politico può accelerare una carriera politica in maniera notevole». E questo il kit del perfetto seguace: per essere preparato al confronto politico, non basta solo l’immancabile opuscolo informativo, ma servono «almeno tre preservativi», che non si sa mai. Moltissimi i curiosi hanno affollato i gazebo, firmando e dando la propria adesione per rimpolpare le fila (sebbene virtuali) del Partito du Pilu. Se fosse vero, sarebbe un buon successo, con migliaia di firme già portate a casa. Irresistibili e dissacranti gli slogan. Dal narcotico ma invitante «Prima voti, poi rifletti» all’edonistico «I have no dream, ma me piace u pilu». Non manca la protesta distruttiva: «Basta con la disoccupazione! Basta col carovita! Basta con la giustizia!».
Per i fan che volessero una foto in compagnia del leader, persino una sagoma a grandezza naturale. Ma la campagna laqualunquista non usa solo i mezzi della propaganda politica su strada: anche le nuove tecnologie sono ben accette pur di diffondere il verbo. E’ stato indetto pure un concorso, per farsi una foto assieme alla riproduzione del nostro e poi postarla sul profilo FaceBook, di modo che la pubblicità diventi virale. Scaricabili inoltre diverse e succose applicazioni di Qualunquemente su iPhone, iPod e iPad. Le persone che si incontrano agli stand, dietro la battuta e il divertimento, fanno emergere però insoddisfazione e inquietudine legate all’attualità. C’è chi coglie l’occasione per esprimere disillusione verso l’intera classe politica attuale, arrivando a dire che è “meglio Cetto”. Almeno, La Qualunque è coerente con la sua totale mancanza di moralità, non cerca di nasconderla dietro belle parole. Almeno fa ridere, ma di quella risata che ti fa sentire in colpa. Altri fanno notare come diversi politici, specie nelle piccole realtà del Meridione, siano effettivamente sul livello di Cetto. E che quindi Albanese non si sia inventato proprio nulla. Ma ha avuto la straordinaria capacità di intuire il lato oscuro del Paese, mettendo sotto la lente d’ingrandimento certi meccanismi malati. Il suo antieroe populista, spregiudicato e cinico, seppur riproposto in salsa agrodolce al cinema, è infatti molto peggio di una riedizione post-moderna dell’Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini.

