HomeCultura&SpettacoloPhotofest “Immagini sul Lago”: Bracciano diventa una galleria a cielo aperto

Photofest “Immagini sul Lago”: Bracciano diventa una galleria a cielo aperto

Ci sono luoghi che sembrano chiedere di essere fotografati. E poi ci sono luoghi che, attraverso la fotografia, imparano a guardarsi in modo diverso.

È questa la suggestione alla base di “Immagini sul Lago”, il Photofest che dal 19 al 27 settembre 2026 torna sulle rive del lago di Bracciano per la sua quarta edizione. Una manifestazione che, più che occupare uno spazio espositivo, sceglie di disseminarsi nel territorio: tredici mostre, distribuite tra Bracciano, Trevignano Romano, Anguillara Sabazia e Vigna di Valle, negli spazi del Museo Storico dell’Aeronautica Militare. L’ingresso alle mostre è libero.

La scelta non è soltanto organizzativa. È, prima ancora, una precisa idea culturale.

La fotografia esce dalla galleria

La fotografia contemporanea ha ormai da tempo smesso di essere soltanto un’immagine appesa a una parete. Può diventare racconto, memoria, documento, ricerca, denuncia, interpretazione del paesaggio.

Il Photofest di Bracciano parte proprio da questa possibilità: mettere in relazione l’immagine con il luogo nel quale viene osservata.

Il lago, dunque, non è soltanto lo sfondo delle fotografie. Diventa parte dell’esposizione stessa.

Piazze, lungolaghi, centri storici e luoghi simbolici dei quattro territori coinvolti diventano altrettante tappe di un percorso nel quale il visitatore è invitato a muoversi. La mostra non è più qualcosa che si raggiunge entrando in un edificio: è il territorio stesso a trasformarsi in spazio espositivo.

Ed è forse questo l’aspetto più interessante della manifestazione: guardare fotografie significa contemporaneamente guardare il paesaggio che le circonda.

Tredici mostre, molti modi di raccontare il mondo

L’edizione 2026 propone un programma particolarmente articolato, con linguaggi e temi differenti: fotografia di viaggio, ritratto, reportage, memoria, ambiente, ricerca artistica e sperimentazione visiva.

A Trevignano Romano, per esempio, trovano spazio le immagini di viaggio di Yuliya Vassilyeva con Laghi nel mondo, accanto a progetti come Agrosfera – Storie di Tradizione e Innovazione, Oltre i Ritratti di Alessandro Guadagni e Sguardi ed emozioni di Cristina Barduagni.

La varietà delle proposte permette così di evitare una fotografia chiusa dentro un unico genere. Il lago diventa un punto di partenza per parlare di persone, territori, memoria, natura e trasformazioni del presente.

Un festival da guardare, ma anche da vivere

Un altro elemento distingue Immagini sul Lago dalla tradizionale rassegna espositiva.

Il Photofest non si limita alle mostre: il programma comprende workshop, laboratori, incontri e una maratona fotografica dedicata al tema “Acqua è vita”. È inoltre previsto il concorso fotografico nazionale, che quest’anno ha coinvolto oltre duecento partecipanti.

La fotografia diventa quindi anche esperienza partecipativa.

Non soltanto osservare il lavoro degli altri, ma provare a raccontare con il proprio sguardo il territorio, l’acqua, le persone e ciò che normalmente rischiamo di non vedere.

È una differenza importante. Perché un festival fotografico può essere una vetrina oppure può diventare un luogo di produzione culturale. Immagini sul Lago prova a muoversi nella seconda direzione.

Un territorio che fa rete

C’è poi un elemento che va oltre la fotografia.

La manifestazione coinvolge contemporaneamente i tre comuni affacciati sul lago – Bracciano, Anguillara Sabazia e Trevignano Romano – e si estende fino a Vigna di Valle. Un modello nel quale la cultura diventa anche occasione per costruire una narrazione comune del territorio.

Il festival è promosso dalle associazioni culturali Il Lago Incantato e Il Vivaio delle Immagini e ha ottenuto il riconoscimento della FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche. L’iniziativa gode inoltre del patrocinio e del sostegno di diverse istituzioni territoriali.

Il dato significativo non è soltanto il numero delle esposizioni, ma la possibilità di costruire attraverso la fotografia una sorta di mappa culturale del lago.

foto di Yuliya Vassilyeva

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