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Benvenuti al nord meglio di Avatar

di Maria Rosaria De Simone
Bando alla pigrizia, al credersi troppo stanchi per una serata lontano dal tepore casalingo. Non c’è nulla di più energizzante di una sana risata, preferibilmente in compagnia, per eliminare quell’orribile grugno provocato dallo stress quotidiano, che ci fa ammalare di tristezza.
Una volta si diceva che “una mela al giorno allontana il medico di torno”. Questo detto è ancora vero, ma in mancanza di una mela, lo stesso effetto lo produce la visione di un buon film al cinema. Come ad esempio “Benvenuti al Nord” il nuovo film di Luca Minierio con Alessandro Siani e Claudio Bisio.
Il film si sta dimostrando un record ai botteghini, battendo  i famosi “Avatar”, “Twilight” e “Harry Potter”. Il suo successo è sicuramente dovuto al fatto che gli spettatori sperano di ritrovare lo stesso esilarante clima di “Benvenuti al Sud”, con quella comicità che ripercorre tutti i luoghi comuni riguardo la gente del sud. E di sicuro, “Benvenuti al Nord” non delude, non lascia il sapore amaro e nostalgico del confronto con la commedia comica precedente. E non era semplice far ridere, parlando degli usi e costumi della gente del Nord, così produttiva, efficiente, con un ritmo di vita frenetico e stressante, con gli atteggiamenti estremisti di coloro che indossano le cravatte verdi. La comicità di questo film è di sapore diverso dal primo, in cui il napoletano spadroneggiava con la sua leggerezza ed il suo naturale incanto, dove la battuta trovava una sua naturale collocazione  tra personaggi dalla forte personalità comica e dove il tema dell’amore veniva raccontato con passione. In “Benvenuti al Nord” il tema dominante è la crisi di coppia, i problemi relativi alla difficoltà di trovare un lavoro, o di tenerselo quel lavoro.
Se nel primo film un milanese, interpretato da Bisio, va a lavorare a Castellabate nel Sud Italia, qui, un uomo del Sud, Siani, è costretto a trasferirsi a Milano. E si ritrova, con la sua ridicola giubba fendinebbia, le sue valigie cariche di prosciutti caciotte e peperoni, in una giungla di competitività produttiva che rischia di fagocitarlo.
E il lieto fine nasce sulle basi del superamento delle barriere culturali e  dei preconcetti, che sempre irretiscono e inibiscono la possibilità di crescere e maturare. Alla fine, l’uomo del Nord impara dall’uomo del Sud e viceversa, in un continuo gioco di svelamenti.
Esilaranti sono le scene in cui la bravissima Finocchiaro, nei panni della suocera di Bisio, riesce a parlare in dialetto milanese con un napoletano verace  ed a creare bozzetti di sana ilarità.
In conclusione, il film non delude di certo. E la trama della storia qui non verrà svelata, perché  la curiosità è la molla per uscire di casa, con una sciarpa al collo ed un cappotto pesante ed andare a vederlo, questo benedetto film, con l’immancabile pacco di popcorn.
L’allegria è assicurata.

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