Di Daniela Villani
L’Italia è al sesto posto nel gradimento dei turisti più spendaccioni del mondo: i cinesi. Il White paper sui viaggi di lusso dei cinesi realizzata con l’International luxury travel market Asia rivela che l’Italia è la sesta tra le mete favorite dopo Francia, Stati Uniti, Singapore, Svizzera e Regno Unito.
Detto francamente non credo ci sia molto da stare allegri se l’Italia con il patrimonio culturale, artistico e paesaggistico che offre si posiziona sesta dopo il Regno Unito, che a parte Londra ha ben poco da offrire.
Questo è l’ esempio lampante che non sappiamo valorizzare le nostre innumerevoli risorse e, forse piuttosto che avventurarsi in discussioni sul semi presidenzialismo, sarebbe più utile concentrarsi per intercettare e superare questo gap, che ha ragioni di esistere, solo grazie alla mancata attenzione che destiniamo al settore.
Secondo voi quali sono le ragioni di questo fallimento?
Che l’Italia e il made in Italy sono le nostre migliori ricchezze, che gli stranieri vogliono bagnarsi nei nostri mari, visitare le nostre città, mangiare e vestire italiano, che il turismo sia un comparto economico importante, su questo siamo tutti d’accordo, ma allora dov’è la politica del governo per il turismo?
In verità il turismo è considerato importante nei proclami ma nella sostanza è abbandonato, non ha sostegni ne protezioni, non si fonda sulla qualità perchè se cosi fosse i valori ambientali dei luoghi sarebbero di primaria importanza : dall’ illuminazione, alla pavimentazione, alle insegne, alla mobilità, al recupero delle tradizioni, alla tutela dei negozi storici, alla tutela del marchio Italia(e non un Italia fatta in Cina), alla formazione del personale, alla tutela del territorio, dell’aria e del mare e di tutti quegli aspetti ritenuti significativi per un’offerta di qualità e professionalità .
Se si capisse che questa è una delle strada per regalare anche tassi di occupazione superiori avremmo almeno centrato l’obbiettivo, certo non è una strada facile e pronta per l’uso, ma allora e nel frattempo, perché non ci si pone degli obbiettivi più semplici, che so, raccontare le meraviglie dei nostri territori affidandosi alla creatività, all’innovazione, alla sfida del nuovo linguaggio digitale, imparando a decentrare e a fare sistema e programmazione?
Come confermato da diversi studi, i turisti del nostro secolo, scelgono principalmente sul web la loro destinazione, dunque è attraverso i siti web di promozione turistica che oggi si definisce e si veicola l’immagine dei luoghi, la ricerca delle informazioni e la scrematura delle destinazioni . Infatti risultano in costante aumento i cosiddetti “turisti fai da te” che ricercano informazioni sui portali locali , attivando ripetuti screening sui motori di ricerca, per abbattere anche i costi attraverso il canale diretto del prodotto.
Dunque la necessità di rafforzare i canali web, nell’epoca del digitale, dovrebbe rappresentare, una delle priorità e un’esigenza imprescindibile per gli enti pubblici che si occupano di turismo?
Vediamo allora come si presentano le nostre vetrine sul web.
Al link Enit.it , che è il sito dell’ ente preposto a promuovere l’immagine unitaria dell’offerta turistica nazionale e di favorirne la commercializzazione, ci accoglie in home page una mappa geografica che non rappresenta l’Italia ma corrisponde alla mappa delle sedi Enit all’estero, certamente di prestigio per l’ente, molto meno per la cura della promozione turistica dell’Italia .
Appare evidente che anche la serie di comunicati e la lunga lista di appuntamenti e bandi dell’ente posti in prima linea sono “comunicazioni istituzionali” che non fanno altro che scoraggiare il potenziale turista .
Ma almeno un link risulta effettivamente interessante ed è “servizi al turista” che ci indirizza al portale Italia.it, ovvero il sito web ufficiale del turismo in Italia, il nostro biglietto da visita.
Un sito web istituzionale che evidenzia mancanze di contenuti e inadeguatezze. In compenso abbiamo vietato a Wikipedia di pubblicare le immagini d’ arte dall’Italia.
Ma mi domando a qualcuno è balenato la felice idea di organizzare una competizione nazionale on-line, a costo zero? Eppure basterebbe definire quali devono essere le informazioni, i servizi minimi , le funzionalità da realizzare e metterle a gara. E già che ci siamo, si potrebbero coinvolgere finalmente tutti gli attori coinvolti nel settore del turismo? Facendo in modo che ognuno autonomamente pubblichi le sue offerte e il calendario degli eventi ? Si potrebbe pensare ad una strategia unica sui social network? Basti pensare che su Flickr , un portale di raccolta foto, alla voce Italia, ci sono appena 60 foto.
E cosi mentre le altre nazioni si mostrano con un unico portale dove confluiscono tutte le offerte, mettono in mostra la loro anima attraverso esperienze di vita reale, storie di viaggio, foto, web, raccolte in tempo reale, con persone vere, e raccolgono emozioni di prima mano e le riversano sui loro siti istituzionali, qui da noi, non solo non abbiamo ancora un portale unico ma non sappiamo nemmeno raccogliere 20 immagini statiche con finti tramonti con Photoshop per promuovono le nostre regioni.
Come sempre le possibilità esistono, le capacità e le professionalità non mancano, quello che serve è la volontà di promuovere ed amministrare quello che può essere il nostro futuro economico , il turismo in Italia.
Sembra una farsa… Peccato che non siamo a teatro. Per gli amanti degli approfondimenti:
http://www.enit.it/
http://www.italia.it/it/home.html

