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Ecologia del vivere: Il colore cangiante degli invisibili!

Di Peppe Mariani
esclusione socialeSe per un secondo fermiamo il nostro tempo per guardare il fenomeno dell’esclusione sociale, cercando di catturare gli sguardi di quelle persone che assieme alla precarietà materiale hanno sperimentato la disgregazione degli affetti e la rottura di rapporti di aiuto e protezione, potremmo declinare la poderosa consapevolezza che si costruisce tra i colori dei sentimenti importanti e le azioni sospinte dalla banalità di resoconti senza sfumature. Penso, allora, che sia di grande spinta rilevatrice sostenere l’educazione all’ascolto delle voci provenienti dai pertugi della mestizia, saper ghermire le vibrazioni delle tensioni che si annidano negli aromi della tensione umana, saper guardare negli occhi le genti, vittime e carnefici nello stesso momento, ma sempre, invisibili; soli, con le loro paure o con le proprie certezze, urlanti nel silenzio assordante dei comunicatori pubblici, degli imprenditori del dolore, dei ”santoni dell’invettiva” che usano la perizia per fomentare le moltitudini stanche ma azzittite, cui non resta altra soluzione che delegare “ai soliti noti” che, di fatto, banchettano per onorare, quello che sembra un patto e un sodalizio riconfermato che sancisce perentoriamente il non ascolto, il non intervento, la brutalizzazione della realtà e l’offuscamento della risposta e della responsabilità. All’interno di questi recinti soffocanti campeggiano come in una tavolozza, la grammatica dell’umanità che non finisce mai di stupire e che riesce sempre a colorare con tinte diverse le passioni, le certezze, le delusioni, i successi e gli insuccessi, ma sempre rinnova l’arcobaleno dei diversi momenti della giornata che dobbiamo saper narrare e condividere. Si costruiscono così storie di una semplicità disarmante, ma le anime belle le adorano, perché parlano di loro e a loro. Guardare con attenzione diventa un’arte alla quale possiamo educarci per vivere senza farci giocare da quella vita che ci seduce con carta lucida e nastrini vaporosi, per poi tradirci con la sua pochezza non appena è scartata. Per volare dentro i colori dell’arcobaleno dobbiamo saper ventilare il cuore, e scoprire la particolarità di ogni gradazione della quotidianità per affinare abilità spesso sommerse nei sotterranei della coscienza. Spesso questa consapevolezza sa curare e la sua pienezza sa pulire il sorriso.

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