
Di Marco Milano
C’è una dimensione dell’ ambiente che va preservata, e presto. Si tratta della biodiversità, che riunisce in sé le specificità e le differenze degli organismi viventi in natura.
Fondamentale, a tal proposito, sembra essere l’intervento di istituzioni preposte per garantire la continuità di un uso sostenibile della biodiversità, a fronte di traguardi non pienamente raggiunti entro quest’anno.
L’Italia, attraverso la Conferenza Permanente per i rapporti fra lo Stato, le Regioni e le Provincie Autonome ha appena approvato lo schema di Strategia nazionale per la Biodiversità, predisposta dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare.
Questo rappresenta il passaggio finale di un lungo iter, che si inserisce nel contesto degli impegni assunti dall’Italia con la ratifica della Convenzione sulla diversità biologica di Rio de Janeiro del 1992. Quegli obiettivi di tutela, condivisi a livello internazionale, intendevano fermare la perdita di biodiversità entro il 2010, ma son stati solo parzialmente raggiunti, appunto, obbligando gli stati ad un rinnovato impegno. Il risultato italiano arriva alla fine di un percorso di preparazione e approfondimento che ha coperto la prima parte del 2010, sulla base di una larga consultazione culminata nella Conferenza Nazionale per la Biodiversità, tenutasi a Roma dal 20 al 22 Maggio scorso.
La strategia italiana ruota attorno a tre temi di fondo: biodiversità e servizi eco sistemici, biodiversità e cambiamenti climatici, biodiversità e politiche economiche. Essendo la biodiversità un tema assai trasversale, il conseguimento degli obiettivi strategici sarà affrontato in 15 aree di lavoro: habitat- specie; aree protette; risorse genetiche; agricoltura; foreste; acque interne; ambiente marino; infrastrutture e trasporti; aree urbane; salute; energia; turismo; ricerca e innovazione; educazione, informazione e comunicazione; l’Italia e la biodiversità nel mondo.
La prima bozza del documento prende spunto dai contributi realizzati in occasione del G8 Ambiente Siracusa 2009 sulla base delle attività portate avanti dalla Direzione Protezione della Natura, per la verifica dello stato di conservazione della biodiversità e l’applicazione delle disposizioni europee sul tema della relativa tutela. La garanzia di un percorso condiviso nasce dal coinvolgimento di numerosi esperti del settore scientifico e accademico, attraverso la formazione di otto tavoli tecnici coordinati dal WWF Italia, con la proposta di otto specifici contributi alla redazione della Strategia Nazionale.
Questo, in sintesi, l’impegno del nostro paese per affrontare la sfida globale post-2010, per arginare la perdita di un elemento essenziale nella sfera dell’eco sostenibilità.
Non è certo un caso che questa mobilitazione nasca da un interesse di carattere istituzionale: si è ormai rafforzata la convinzione che la biodiversità è una risorsa umana, innanzitutto. Il benessere nascosto in questa dimensione ambientale ha a che fare con i servizi eco sistemici, un capitale umano naturale, il cui valore intrinseco va conservato, valutato e, eventualmente, ripristinato. Tutto ciò per garantire e sostenere, in modo durevole, la prosperità e il benessere umano nonostante i forti cambiamenti in atto a livello globale e locale.
Il documento relativo alla Strategia Nazionale verrà presentato dal ministro dell’Ambiente – Stefania Prestigiacomo – a Nagoya in Giappone, durante la Decima Conferenza delle Parti della Convenzione Internazionale sulla Biodiversità, prevista per fine mese.
Un impegno che proietta i suoi risultati su lungo termine. Nel rispetto dell’ambiente.

