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L'Ambasciata dell'Aquila a Roma: impegno, passione e tenacia per il rilancio

di Valentino Salvatore
Il rilancio dell’Aquila, città sconvolta dal terremoto del 6 aprile 2009, parte dalla Capitale. Dal 22 al 24 ottobre si sono tenuti presso il Palazzo dell’Aranciera di San Sisto una sere d’incontri nell’ambito dell’Ambasciata dell’Aquila a Roma. Tre giorni di tavole rotonde con personalità del mondo istituzionale, religiosi, accademici, esponenti dell’associazionismo e protagonisti del mondo produttivo.
Col sostegno di 10 enti, come la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero delle Politiche Giovanili, Comune e Provincia di L’ Aquila e Regione Abruzzo e di Roma e del Lazio, il Consiglio Regionale Abruzzo e la Curia Arcivescovile dell’ Aquila. L’obiettivo è quello di creare sinergie per favorire iniziative volte a risollevare il tessuto sociale ed economico dell’area aquilana.

Gianni Letta (©ItaliaMagazine)

All’inaugurazione, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, ha partecipato alla tavola rotonda sul tema ‘L’artigianato come motore del rilancio dell’economia aquilana‘. Nella seconda, l’incontro sul tema ‘Lo sport: una speranza per i Giovani Aquilani‘. Il 24 ottobre il dibattito sulla Rinascita dell’Aquila, che passa attraverso la ricostruzione di un forte e coeso tessuto sociale.  L’evento ha rappresentato anche l’occasione per mettere in vetrina i migliori prodotti agroalimentari e le migliori creazioni artigiane aquilane, con qualificati operatori del turismo e della cultura.
Il sindaco del capoluogo abruzzese, Massimo Cialente, intervistato da ItaliaMagazine ha rimarcato l’importanza della “ricostruzione economica e produttiva” e del rilancio dell’area. Il tentativo di “riportare gli aquilani a L’Aquila”, afferma Cialente, è ormai riuscito nonostante “qualche ritardo”. “Per l’inizio dell’anno prossimo rimetteremo nelle case” con danni meno lievi le famiglie sfollate, fa sapere. Ma “dove siamo completamente fermi”, “il
Massimo Cialente (©ItaliaMagazine)

problema più grave”, avverte, è quello della “ricostruzione economico-produttiva”. Che rimane una “sfida particolare”, un impegno “oneroso” non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto nella “capacità di individuare le linee dello sviluppo strategico della città”. Servono investimenti in “tempi rapidi” per dispiegare in pieno le potenzialità delle “vocazioni di fondo della città”. Per questo, il sindaco spera nella prossima settimana di incontrare il ministro Romani, al fine di “discutere nuove ipotesi di rilancio”. “La carta da poter giocare” è il turismo, soprattutto quello ambientale, dei parchi e quello religioso: anche se sembra “strano parlare di turismo in una città distrutta”.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta ha esaltato la “tenacia, virtù tipicamente abruzzese”. Ci vuole “impegno, passione, tenacia, perseveranza, sacrificio, ma anche fiducia e speranza”, continua Letta. Qualità tipiche della “storia, della tradizione dell’anima degli abruzzesi” che permetteranno di vincere le difficoltà anche in un momento così difficile, in cui è “arduo reperire risorse nuove”. Ma è necessario ritrovare la “concordia”, la collaborazione “che ha caratterizzato i primi mesi dopo il terremoto”. Perchè “qualcosa ha rotto quell’incantesimo”, “ha spezzato quell’armonia e ha inceppato anche la collaborazione”. Il sottosegretario spera che si torni “al clima dei primi mesi, quando si lavorava tutti per uno stesso obiettivo” senza guardare alle differenze di opinioni e di idee, “che giustamente possono essere diverse ma che possono essere benissimo messe a confronto perchè si possa scegliere la migliore”. “L’importante è lo spirito, uno spirito operoso di concordia, di collaborazione, per la ripresa”, conclude Letta, “con giovani come voi si vincerà senz’altro”.
Natalia Nurzia (©ItaliaMagazine)

Un piccolo segno della rinascita de L’Aquila viene dalla testimonianza di Natalia Nurzia, nota per l’attività della produzione di torroni. Dopo otto mesi dal terremoto “per necessità” ma anche “per amore de L’Aquila” ha riaperto “un po’ prepotentemente” il suo bar, con la madre. Attività che non era mai stata chiusa, nemmeno durante le guerre. La ripresa del lavoro ha permesso di riaccendere il famoso e caratteristico albero di torroni.
Valentina Santucci, presidente dell’associazione L’Aquila Siamo Noi e organizzatrice dell’evento dell’Ambasciata de L’Aquila a Roma, ai microfoni di ItaliaMagazine racconta il suo sforzo per dare un contributo fattivo alla ricostruzione della città. L’Aquila Siamo Noi è nata poco dopo il sisma, nel luglio del 2009, per dare supporto alla ricostruzione economico-sociale del territorio e per far conoscere cultura, enogastronomia e artigianato nelle principali città. Dopo l’ambasciata a Milano, anche a Roma, con “maggior rilievo” si dà quindi il via a tavole rotonde per discutere sulla ricostruzione, che non deve essere “esclusiva nè govenro o nè delle istituzioni locali”. Le “idee devono venire dal basso”, “dal popolo”, ribadisce la Santucci. Queste idee col contributo dei professionisti nelle associazioni diventano progetti concreti. E col supporto delle università diventano progetti all'”avanguardia dal punto di vista scientifico e tecnologico”. Le istituzioni locali devono sempre accompagnare i progetti migliori per i bandi di finanziamento. In tutta questa filiera il sindacato deve fare in modo che vengano rispettate le leggi sul lavoro, salvaguardati i posti e create opportunità di impiego. Deve quindi “crearsi un sistema tra i principali attori della ricostruzione”. E’ fondamentale la “capacità di trasformare le tragedie in opportunità”. “Noi abbiamo bene in mente quali erano gli elementi distintivi, caratteristici della nostra città”, dichiara Valentina Santucci, che come tanti altri sceglie di vivere in questa città “la nostra” e “il posto dove crescere i nostri figli”. Dobbiamo essere “noi a ricostruire la nostra città tenendo bene in mente quali erano gli elementi negativi”. L’Aquila era infatti considerata
Valentina Santucci (©ItaliaMagazine)

“terremotata dal punto di vista economico”: per facilitarne la ripresa bisogna “mantenere la tradizione” e “ricostruire un adeguato tessuto economico creando un asse con le principali città italiane” come Roma e Milano. In modo che L’Aquila sia la “stella polare dell’Abruzzo“. Il sottosegretario Letta – continua Valentina Saccucci – “è stato vicino da sempre agli abruzzesi” e ad “ogni iniziativa degli aquilani”, ma “tutti questi attori devono lavorare insieme” per arrivare ad un vero risultato. Devono collaborare istituzioni locali, governo, reti produttive, università, associazioni e fondazioni, sindacato.
Isabella Rauti ha portato il saluto della Regione Lazio ha ricordato i “rapporti di amicizia e solidarietà” tra Lazio e Abruzzo. Portando il “saluto”
Isabella Rauti (©ItaliaMagazine)

dell’ufficio di presidenza della regione Lazio, segnala che la raccolta di fondi per la popolazione terremotata. In particolare, per finanziare progetto ricostruzione area sportiva, con tanto di zona accessibile anche ad atleti disabili. E’ “il Lazio che abbraccia l’Abruzzo”, con una raccolta fondi e sarà consegnata tramite bonifico non in tempi lunghi. La fine dei lavori è prevista per l’inizio del prossimo anno. Ma i contributi concreti non finisco qui, ci sono altri progetti per la ricostruzione e “coinvolgimento attraverso lo sport dei giovani, che sono coloro che pagano fra tutti forse il prezzo più alto degli effetti del dopo terremoto”.
Intervista Valentina Santucci
Intervista Isabella Rauti
Intervista Massimo Cialente
Intervista Gianni Letta
Intervista Natalia Nurzia

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