di Caterina Ferruzzi
Quando sentiamo parlare di Roberto Benigni non possiamo non associare, in modo quasi automatico, il momento in cui, al Kodak Theatre di Los Angeles, un’emozionatissima Sophia Loren pronuncia il suo nome e il regista e attore percorre, saltellando da una poltroncina all’altra della platea, il tragitto che lo porta al palco. E’ il 1999 ed è l’anno del trionfo di “La Vita è Bella”. 
Oggi è il compleanno di Roberto Benigni e vogliamo fargli a modo nostro gli auguri, ripercorrendo alcuni momenti della straordinaria carriera di un artista versatile e dai mille volti, capace di far ridere così come commuovere fino alle lacrime.
Gli esordi di Benigni sono avvenuti in teatro, nei primi anni Settanta, in Toscana, la sua terra di origine. E’ nel 1975 che la sua carriera subisce una vera e propria svolta grazie all’incontro, importante e determinante, con Giuseppe Bertolucci che scrive per lui un monologo teatrale.
Il personaggio che il regista cuce su misura per Benigni sarà lo stesso che verrà portato sul grande schermo nella pellicola “Berlinguer ti voglio bene”, nel 1977.
Sicuramente Roberto si fa notare per il suo essere scomodo e ribelle. Ciò che porta in tv e al cinema spesso suscita non solo scandalo, ma anche l’intervento della stessa censura. Nonostante questo Benigni percorre la sua scalata al successo e nel 1980 arriva a condurre, a modo suo, il Festival di Sanremo, in un’epoca in cui la manifestazione era ancora ingessata e imbrigliata in uno standard ormai ammuffito.
In televisione Roberto Benigni è ricordato, agli esordi, per aver lavorato a fianco di Renzo Arbore, che ne aveva compreso le dirompenti capacità, ne “L’Altra Domenica”.
In tempi più recenti sono memorabili le letture della “Divina Commedia” di Dante, declamata e spiegata con minuziosità, passione e trasporto, nella sua Firenze, esattamente davanti alla chiesa di Santa Croce, sotto lo sguardo attento della statua del Sommo Poeta.
A dicembre lo ritroveremo sul piccolo schermo con un nuovo appuntamento dove leggerà, spiegherà e interpreterà, come solo lui sa fare, i Dieci Comandamenti. Roberto Benigni è comunque conosciuto da tutti soprattutto per i suoi lavori cinematografici.
Come non ricordare il personaggio di “Johnny Stecchino”, o la sua performance ne “Il Piccolo Diavolo”?
Assieme alla moglie Nicoletta Braschi Benigni realizza il suo lavoro migliore, “La Vita è Bella”, film straordinario che racconta con originalità la tragedia dell’Olocausto. Nel 1999 viene premiato con tre statuette all’Oscar. Fatto straordinario per un film italiano è il fatto stesso che Benigni vinca il premio come miglior attore.
Come spesso succede, dopo un grande capolavoro, ogni lavoro successivo subisce un confronto che difficilmente riesce a vincere o quanto meno a pareggiare. “Pinocchio”, lavoro a cui Benigni tiene tantissimo, si rivela un vero e proprio flop, “La Tigre e la Neve” invece, un buon film che però non entusiasma troppo.
Non sappiamo cosa abbia in serbo in futuro questo toscanaccio doc. Siamo certi però che ogni volta che si inventa qualcosa Benigni lo fa con grande entusiasmo e passione. Ed è questo che in fondo piace di lui.
Buon compleanno Roberto!

