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Arriva negli USA il 'viagra rosa' tra entusiasmi e perplessità

di Daniela Rossiviagra rosa
Ci siamo, a ottobre la pillola rosa sarà messa in commercio negli USA.
 
Anni di sperimentazioni per livellare, almeno sul piano farmacologico, il diritto al piacere femminile e maschile. Un diritto al piacere, come il diritto alla salute. Soprattutto alla luce della moderna definizione di salute come stato di bene-essere. Eppure la molecola spacca e turba. Accolta meno bene del suo coniuge – il viagra – perché si muove nella stanza delle emozioni, che a volte è anche stanza delle paure.
Alla domanda se la sessualità sia più del genere maschile o femminile, molti studiosi oggi propendono per quello femminile. La sessualità, come fenomeno che coinvolge l’intero essere – sostiene la dottoressa Erica F.Poli – è appannaggio della donna. Nella donna nasce l’erotismo che poi si riversa sull’uomo. Eros, quale principio vitale, rende la donna un essere molto corporeo, molto più di quanto un tempo si pensasse. Tutto della gestione del piacere femminile origina dalla mente e passa per il corpo, e viceversa il corpo femminile è profondamente legato a certe zone del cervello. Una riprova di ciò è proprio la diversa modalità di azione della nuova molecola che avrà cura del piacere femminile.
La pillola viene impropriamente battezzata viagra rosa, perché il target rispetto alla compressa blu è profondamente diverso. Azione meccanica contro azione mentale. Un farmaco di natura cardiovascolare contro uno psicofarmaco. Il primo assunto al bisogno, il secondo assunto costantemente come una terapia serale.viagra rosa 2
Nell’uomo, il farmaco mantiene il sangue più a lungo nei corpi cavernosi prolungandone l’azione erettile, ma non agisce a livello mentale. Ha un’azione che, in maniera semplicistica, potremmo dire ‘idraulica’. Il primum movens non dipende dal farmaco. E questo discolpa la coscienza delle donne di non essere “abbastanza”, così da non percepire il farmaco come un infiltrato pericoloso nella coppia. Pur agendo bene sulle insicurezze dei primi approcci sessuali, di fatto, la reale azione del viagra maschile è sulla linea di arrivo di un incontro d’amore.
La pillola rosa, viceversa, agisce sulla linea di partenza e ha un’azione neuropsichica. Potenzia l’azione di due neurotrasmettitori (serotonina e dopamina): veicoli del piacere, del senso di reward (ricompensa-rinforzo), della gratificazione, dell’appetito. Molecole rilasciate dalle zone più ataviche del nostro cervello. Due molecole ben note dal business degli antidepressivi, farmaci d’oro del duemila. L’azione sarà quindi molto più intima e profonda. Camminerà nei circuiti cerebrali per regolare la disfunzione sessuale femminile, che essenzialmente è un desiderio ipoattivo, cioè scarso. Per mille motivi, dal postpartum alla menopausa. E forse qui siamo tutti inclini ad accettare la pillola rosa a braccia aperte.
Ma dove si incrinano gli entusiasmi ? Là dove la pillola supplirà al calo del desiderio per cattivo menage del rapporto a due. Dove il farmaco prenderà il posto della parola erotica , dello scambio erotico, degli sguardi,  del conoscersi, accudirsi, ascoltarsi, stupirsi, e delle intese silenziose che portano al desiderio sessuale. Desiderio che nasce molto prima e molto lontano dal talamo. O meglio, lontano dal talamo con lenzuola di seta, ma nasce tutto intorno a un altro talamo, organo posto alla base del cervello, che filtra le sensazioni. Nasce da un insieme di circuiti, incentrati intorno al sistema limbico. Un letto mentale, di cui tutti vorrebbero le chiavi di accesso, e dove ogni emozione ha un’impronta chimica.
Il farmaco, impossessandosi di queste chiavi, farà vacillare le certezze di molti uomini e di molti rapporti. Sarà dibattuto e maltrattato. Molto difficile dare un giudizio. Ma certo è che senza un piacere femminile svanisce quello maschile, o almeno non dura a lungo. Sempre che non si accetti una lunga finzione di taciti assenSi.

Room #58 - Photo by Marc Lagrange
Room #58 – Photo by Marc Lagrange

Un’ultima considerazione. La molecola rosa si chiama flibanserina – nome commerciale Addyi. Ma se gli uomini la chiameranno con il nome della propria donna, magari tutto sarà davvero più rosa. Perché il desiderio femminile ha bisogno di essere personalizzato: “per te e con te”. E poi ha bisogno di un insieme di fattori imprevedibili, così ben rappresentati nell’immagine della donna dai capelli screziati di grigio, in Room 58 – di Marc Lagrange. Il bicchiere, gli orecchini, la consapevolezza. Oltre una pillola: il mistero.

1 COMMENTO

  1. A regime, penso, ci sarà meno bisogno della forza idraulica dello stimolatore maschile, perche quella terapia, quella cura che la femmina intraprende con la sua pillola rosa, può davvero sconvolgere il sistema di rapporti, e dragare il maschio in un universo di piacere condotto dalla sua partner, e da lui stesso, per energie reattive verso di lei.

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