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Una buia "notte per la legalità"

di Maria Rosaria Papa
La notte tra il 24 e il 25 ottobre si è tenuta al Vomero, il quartiere collinare di Napoli, una manifestazione culturale e sociale, organizzata dal Comune, con tanti eventi dedicati alla legalità, il cui scopo era di coinvolgere soprattutto i giovani in un processo partecipativo, attraverso l’espressione di passioni, quale cultura, musica, sport e arti, per esaltare il senso di bene comune. Già prima il Vomero aveva ospitato l’iniziativa “Vomero Notte”, la notte bianca che in tre anni di vita aveva animato il quartiere con interessanti e coinvolgenti appuntamenti che hanno riattivato la movida cittadina e che soprattutto l’anno scorso fu un grande successo con circa 500mila presenze. L’istituzione di una serata all’insegna della legalità in luogo di una serata solo di puro divertimento dimostra che c’è poco da festeggiare a Napoli e molto da riflettere, in un momento critico, le cui strade della città stanno diventando sempre più impervie a causa della criminalità organizzata. E la scelta di cambiare registro non a caso avviene a trent’anni dalla morte del giornalista vomerese Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra per le sue inchieste.12186181_10207204090687885_2082997987_o
La serata si è svolta tra spettacoli di artisti di strada, musica e concerti itineranti per le vie e le piazze principali, ma la novità è stata l’apertura per tutta la notte di molte scuole del quartiere, che rappresentano un luogo di crescita dove l’insegnamento della responsabilità civile e il rispetto delle regole è fondamentale. E poi, oltre i negozi aperti fino a tardi, anche le librerie sono state fulcro importante della kermesse con presentazioni di libri e dibattiti. A mezzanotte si è poi svolto un flash mob dedicato a Pino Daniele con palette e faccine “emoticon” distribuite a tutti i partecipanti.
In termini di partecipazione e affluenza la manifestazione è andata bene, ma, a dirla tutta, se l’obiettivo della serata era di sensibilizzare la cittadinanza ai temi della legalità, non si può sostenere che questo sia proprio riuscito. Le strade del quartiere erano, infatti, un pullulare di venditori ambulanti di griffe contraffatte e ad ogni angolo vi era la presenza dei cosiddetti «ristori mobili», che preparavano alimenti cucinati senza il rispetto delle norme igieniche o di sicurezza. Dopo le ore ventidue, inoltre, le vie del quartiere sono state prese d’assalto da alcune baby gang giunte nella zona collinare da altri quartieri della città con intenzioni non propriamente legali. Fortunatamente le forze dell’ordine, presenti in maniera massiccia, sono riuscite a garantire l’ordine pubblico.
12176213_10207204092287925_752673154_oTutto ciò fa riflettere su come la cultura dell’illegalità sia ancora ben radicata in alcuni strati della popolazione e che sicuramente una notte non basta per cambiare le cose. Nonostante questo i tentativi di fronteggiare la situazione provengono principalmente da cittadini comuni, che attraverso comitati, associazioni di volontariato e l’appoggio quasi sempre astratto delle Istituzioni non demordono dal tentativo di far capire che le cose possono cambiare.
Fino a che non sarà più necessario organizzare “Notti per la legalità”.

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