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L’ispettore Coliandro si racconta a Mesthriller

di Caterina Ferruzzi
Giampaolo Morelli si racconta davanti ad un vasto pubblico in occasione di “Mesthriller”,  Festival dedicato alla letteratura di genere giallo, noir e thriller che si sta svolgendo in questo periodo a Mestre.
“A tu per tu con l’Ispettore Coliandro”, questo il nome dell’evento, ha visto protagonista il personaggio nato dalla penna dello scrittore Carlo Lucarelli e diventato poi celebre anche in tv come serie televisiva.
Morelli però non si è limitato a parlare del ruolo che lo ha reso noto al grande pubblico, ma si è raccontato nelle vesti di attore, scrittore e anche di spettatore. Ha rivelato infatti di seguire le puntate dell’ “Ispettore Coliandro” alla tv, non tanto per riguardare il proprio lavoro, ma per godersi la storia insieme al pubblico.
Più che un’intervista, le domande poste dai due moderatori dell’incontro sono una linea guida che permette all’attore di raccontarsi a 360°. Si parla del passaggio dalla carta alla tv del personaggio di Coliandro e inevitabilmente delle caratteristiche di questo e della storia travagliata della serie.
Nonostante la titubanza iniziale alla messa in onda da parte della Rai, che vedeva come un ostacolo due delle caratteristiche principali di questa serie (il suo essere fin troppo originale per la tv generalista dell’epoca e poco politically correct), “L’Ispettore Coliandro” si è saputo far apprezzare e amare dal grande pubblico.
Tanto è vero che quando la Rai nel 2010 ha deciso di tagliare i fondi per la fiction del secondo canale e quindi di non produrre più Coliandro c’è stata una vera e propria mobilitazione popolare da parte dei suoi fedelissimi. Quando sei anni dopo viene dato l’annuncio “Coliandro is not dead” il pubblico, che  non si era certo dimenticato del proprio beniamino, ha accolto con grande entusiasmo la ripresa della serie.
Ma perchè Coliandro è così amato dal pubblico?
Secondo Giampaolo Morelli perché, rispetto a tante altre produzioni, non è un eroe e nemmeno un vincitore. Coliandro è imbranato, pieno di pregiudizi verso il prossimo (che spesso e volentieri si trova a dover smentire), è sfortunato, solo, non ha mai una gratificazione sul lavoro ed è in sostanza un personaggio molto malinconico.
Nonostante ciò risolve sempre i casi in cui si trova coinvolto suo malgrado, portando a termine con successo la missione, magari mezzo morto, ma fiero di aver dimostrato di essere un buon poliziotto. All’apparenza burbero e scontroso con tutti, Coliandro in realtà è un duro dal cuore tenero che crede nell’amicizia e nel vero amore anche se in realtà non è mai riuscito a raggiungereli.
L’intervista si svolge in modo leggero tra domande e risposte, spezzoni di puntate di Coliandro o dei film americani da cui sono tratte le numerose citazioni presenti nella serie, ma anche con l’intervento dei presenti che hanno avuto la possibilità di fare i complimenti a Morelli e chiedergli qualche curiosità sul suo personaggio televisivo.
Giampaolo Morelli si mostra a proprio agio, coinvolgente, disponibile e con la battuta sempre pronta. Nulla di costruito, si coglie anzi la straordinaria spontaneità di un uomo che fa il proprio mestiere per passione, che non dà per scontato il successo e la fama raggiunti oltre a non temere, ma anzi amare, il confronto con il pubblico.
Un vero e proprio libro aperto anche se in realtà su un punto è rimasto reticente: il nome di battesimo di Coliandro, che tutti i suoi fan vorrebbero da anni conoscere, rimarrà infatti per sempre un mistero.

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