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I misteri dell’Inferno di Dante svelati da Sandro Botticelli

Che misteri si nascondono dietro i disegni dell’Inferno di Dante, opera del pittore Sandro Botticelli?
Un viaggio che parte da Firenze, città di grandi artisti, dove Botticelli nacque nel 1445 nell’attuale Via del Porcellana (al tempo Via Nuova) e sviluppò il suo innato talento.
Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi, in arte, appunto, Sandro Botticelli, negli anni che vanno dal 1490 al 1496 si dedicò a un lavoro commissionatogli da Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, (cugino di Lorenzo il Magnifico), che consisteva nella rappresentazione dell’Inferno Dantesco.
Botticelli rappresenterà così in cento tavole, il viaggio di Dante e Virgilio attraverso i nove cerchi infernali. Pergamene illustrate con precisione incredibile, la cui copertina è un cono riassuntivo della voragine dell’Inferno.
I suoi disegni oggi risultano divisi fra i Musei Vaticani e i Musei Statali di Berlino, mentre alcuni invece sono stati dispersi. Botticelli ha avuto la meravigliosa capacità di dare animo e corpo alle parole di Dante, disegnando in maniera logica e ricca ogni particolare, ogni dannato, ogni creatura fino a quel momento rimasta solo nella mente del grande poeta fiorentino.
L’Inferno dantesco e i disegni del Botticelli, per certi versi, restano tutt’oggi ancorati al mistero, stretti alla vita della nostra quotidianità, facendoci apprezzare il fascino intramontabile della Divina Commedia, di cui Botticelli rimane il più grande disegnatore.

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