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Fuori dagli sche(r)mi il Trieste Film festival 2021

Fuori dagli schemi la trentaduesima edizione del Trieste Film Festival 2021, presentata stamane in videoconferenza dai direttori artistici Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo, la presidente di Alpe Adria Cinema Monica Goti, con gli interventi dell’assessore regionale alla Cultura Tiziana Gibelli, l’assessore comunale alle Attività economiche e teatri Serena Tonel, il direttore del Fondo Audiovisivo FVG Paolo Vidali, e Silvia Sandrone di Creative Europe Desk Italia Media.
L’edizione di quest’anno, che purtroppo la pandemia non ha permesso di organizzare in presenza, si svolgerà sulla piattaforma MYmovies dal 21 al 30 gennaio, con un palinsesto che proporrà nel complesso 64 titoli: cinque film al giorno che, una volta caricati, rimarranno disponibili per le successive 72 ore.

Ad aprire l’edizione 2021 sarà il celebre “Underground” di Emir Kusturica, a chiuderlo invece, “Lo sguardo di Ulisse” di Theo Angelopoulos. Come ogni anno, fulcro del programma saranno i tre concorsi internazionali dedicati a lungometraggi, documentari e cortometraggi, ai quali vanno ad aggiungersi le sezioni Premio Corso Salani 2021 e “Art&Sound”, in collaborazione con Sky arte.

Due, inoltre, le novità di quest’anno: si tratta di “Fuori dagli sche(r)mi“, la nuova sezione dedicata “a tutti quei film in qualche modo ibridi tra documentario e fiction, ma anche nel linguaggio” e “che non rispondono sempre al canone delle norme imposte” hanno spiegato i due direttori artistici. Un’atra novità sarà poi “Wild Roses: Registe in Europa“, uno spazio dedicato alle registe dell’Europa centro orientale, che in particolare quest’anno omaggerà il cinema polacco femminile.
E’ stata posticipata invece la retrospettiva che avrebbe visto come fulcro quest’anno il ricordo del trentennale delle guerra balcaniche. “Noi non crediamo alla possibilità di fare retrospettive di qualità e di livelli adeguati online” ha spiegato Grosoli, “soprattutto se parliamo di film di molti anni fa”.

Al fianco della trentaduesima edizione del Festival, inoltre, anche l’undicesima edizione di “When East Meets West” che, seppure con una forma diversa “trova un nuovo modo di presentarsi” ha spiegato il presidente del Fondo Audiovisivo FVG Paolo Vidali, con una piattaforma pensata ad hoc “che vuole essere un luogo di incontro di professionisti dell’audiovisivo”. Ventuno i progetti in totale, con undici film di finzione e dieci documentari, selezionati tra oltre cento progetti arrivati da cinquantaquattro nazioni diverse.

Un’edizione virtuale che, se inizialmente è stata vissuta come un limite, si è poi rivelata essere “un’importante opportunità” ha spiegato Monica Goti, in quanto “permetterà di farci conoscere a livello internazionale e di raggiungere tutta una serie di personaggi del mondo dello spettacolo” che magari non sarebbe stato possibile raggiungere con un festival in presenza.
Unica nota dolente la mancanza quest’anno della tradizionale collaborazione con le realtà locali ricettive e della ristorazione: “per la prima volta dopo tanti anni non riusciremo a riempire alberghi e ristoranti con i nostri ospiti come di solito facevamo in questo periodo” ha aggiunto la presidente di Alpe Adria Cinema. Nel tentativo di supportare comunque, almeno in parte, alcune di queste realtà, si è quindi deciso di portare “i ristoranti a casa degli accreditati” con la proposta di un menù a tema Trieste Film Festival che sarà possibile gustare davanti alla TV seguendo gli stream.

Un plauso infine è stato rivolto dagli assessori Gibelli e Tonel agli organizzatori del Festival per la capacità di reinventarsi e riproporre comunque, seppure in modalità diverse, questa trentaduesima edizione. Una modalità, quella del digitale, ormai divenuta di fatto un obbligo, ha commentato l’assessore regionale alla Cultura, e che “in prospettiva ci accompagnerà” anche in futuro, quando sarà nuovamente possibile tornare nelle sale, in quanto “strumento che permette di accrescere il proprio pubblico.

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