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Amabie: la magica profezia dello Yokai

Yuriko Damiani e Giusy Lauriola AMABIE アマビエ| La magica profezia dello Yokai Mo.C.A Studio Gallery 12-26 maggio 2021 Roma

Giusy-Lauriola

Mo.C.A Studio Gallery in collaborazione con la Fondazione Italia Giappone e con il patrocinio dell’Istituto Giapponese di Cultura dal 12 al 26 maggio presenta la bipersonale di Yuriko Damiani e Giusy Lauriola | AMABIE アマビエ. La magica profezia dello Yokai a cura di Manuela De Leonardis.

La profezia

Le due artiste si sono ispirate a un’antica leggenda giapponese tornata in auge in seguito alla terribile pandemia che ha colpito il mondo intero.  La storia narra dell’avvistamento da parte di un ufficiale di Amabie, uno spirito Yokai. Amabie fece una premonizione: sei anni di raccolto abbondante seguito da un periodo di pandemia, aggiungendo che chiunque avesse visto il suo ritratto si sarebbe salvato. Quale messaggio migliore in questo periodo!

Dove la scienza non riesce, arriva la magia di lontane tradizioni. Quel flusso di energia positiva che come polvere di stelle fa svanire le nostre paure”, affermano Yuriko Damiani e Giusy Lauriola, affascinate dalla creatura soprannaturale di Amabie, offrono una personale interpretazione dando vita ad un dialogo creativo. 

Amabie

Secondo la leggenda Amabie apparve nella Provincia di Higo (Prefettura di Kumamoto), alla metà del quarto mese nell’anno Kōka-3 del periodo Edo (metà maggio 1846). Per quasi tutte le notti fu avvistato in mare un oggetto luccicante. L’ufficiale della città chiamato ad investigare confermò di aver visto quella strana creatura, affidandone la testimonianza ad un disegno: Amabie ha lunghi capelli, la bocca come un becco di un uccello e un corpo da sirena con tre code coperto di scaglie dal collo in giù.

Yuriko Damiani e Giusy Lauriola

La fonte letteraria è il punto di partenza per la riflessione che Yuriko Damiani e Giusy Lauriola intraprendono con un approccio personale fortemente basato sulle emozioni. Partendo da linguaggi e materiali diversi – Damiani dipinge su porcellana, mentre Lauriola sperimenta una tecnica che combina colori acrilici, resina e bitume – le artiste hanno operato una sintesi narrativa che si sviluppa attraverso la stilizzazione e la riduzione degli elementi formali.

Se nelle opere di Yuriko Damiani la natura marina della figura mitologica e della storia stessa in cui Amabie viene contestualizzata è sottolineata dal decoro che diventa parte integrante della forma plastica, sulle tele di Giusy Lauriola è la stratificazione del pigmento policromo su cui viene stesa la resina, con l’implicazione dell’imprevisto che interagisce con la materia, a definire in parte l’essenza del soggetto.

Tracce visibili di una lettura trasversale del racconto di Amabie anche gli omamori con l’immagine di Amabie che le due artiste realizzano insieme per farne dono al pubblico. Talismani d’artista per sottolineare l’aspetto taumaturgico dell’arte in una visione che dalla sfera individuale si rispecchia in quella universale.

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