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Vi presento un poeta: Rita Pacilio

Questa settimana Antonietta Gnerre ha scelto tre poesie di Rita Pacilio. La poesia di Pacilio è uno scavo interiore, severo e profondo, che ci insegna a guardare oltre le cose materiali, per attingere la dimensione dello spirito.

Rita Pacilio

Quando lei se ne va

I suoi anni sono coperti da orecchie scure
spalancate come balconi nell’aria
uccelli che si innervano senza disturbare
il terreno sotto il tempo interiore, lento
con gli occhi chiusi e il respiro profondo
incontrare la voce nella voce in un unico
giuramento, lasciare dietro di sé le macchie
di grida immortali e i suoni dei volti noti
costruire ponti che coprono il mondo
con una traccia melodica da intenditore:
è così che si ama una donna, con la potenza
che tira fuori da sé la densità del blu
l’altezza del lyricon che si prolunga
sullo strapiombo del rigo, un corpo
nel corpo sollevato nel vuoto per una
costola. Lei l’unica voragine meridiana.

(poesia tratta da Il suono per obbedienza – Marco Saya Edizioni 2015)

***

Non devi restituirmi la difesa
appuntire collera tra me e te
riparare nelle mani a forma di cuore
tutti i pensieri belli e tristi
che raccontano beltà sbarazzine,
non devi sbattere porte per dimenticare
il mento alzato agli uomini che ho
baciato. Non maledire
le parole dei poeti che mi hanno
voluta in sposa e poi copiata.
Non devi perdonare i dubbi di Romeo
il suo Pater Nostro in ginocchio
bruciato nelle lettere perfette
mai spedite. Che fatica
aprire gli occhi e trovarsi attorcigliata
sembrare un tuono, lunga, un fiume stretto.
Vedersi seminata, vangata
un miscuglio di quesiti spalancati.

(poesia tratta da Prima di andare – La Vita Felice, 2016)

***

In ogni punto di questa stanza 

sprofonda il vento senza voce
lo specchio raccoglie polvere e destini
al marmo gingilli, la camicia stretta.
Mani agitate sconvolgono ricordi
il nome; la data di nascita schiamazza
per terra.
Lo lasciò così, sofferente e audace
inconsolato nell’ultimo pomeriggio
caduto a spirale dal soffitto aperto.
In ogni passo di questa stanza rimane
lo spirito e la collera della coscienza,
noi vecchi inseguiamo l’origine, la foce
ma sarà difficile ricostruire il senno.

(poesia tratta da La venatura della viola – Ladolfi Editore, 2019)

Rita Pacilio (Benevento 1963) è poeta, scrittrice, sociologa, mediatrice familiare. Si occupa di poesia, di critica letteraria, di metateatro, di saggistica, di letteratura per l’infanzia e di vocal jazz. Direttrice del marchio Editoriale RPlibri è Presidente dell’Associazione Arte e Saperi. Ha ideato e coordina il Festival della Poesia nella Cortesia di San Giorgio del Sannio.

Sue recenti pubblicazioni di poesia: Gli imperfetti sono gente bizzarraQuel grido raggrumatoIl suono per obbedienzaPrima di andare, Al polso porto cateneLa venatura della viola.

Per la prosa poetica: Non camminare scalzo, L’amore casomai.
Per la saggistica: Pretesti danteschi per riflettere di sociologia.
Per la narrativa: Cosa rimane.
Pubblicazioni di letteratura per l’infanzia: La principessa con i baffi, Cantami una filastrocca, La favola dell’Abete, La vecchina brutta e cattiva.
È stata tradotta in greco, in romeno, in francese, in arabo, in inglese, in spagnolo, in catalano, in georgiano, in napoletano.

di Antonietta Gnerre

Fotografia Lucia Pinto

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