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Gli Amorosi Affetti: torna l’appuntamento con la musica alla Galleria Borghese

Con il concerto “Lagrime mie”. Donne cantate, Donne cantanti, sabato 4 giugno, dalle ore 11.00 alle 12.00, torna Gli Amorosi Affetti, iniziativa musicale che ogni primo sabato del mese in una sala diversa della Galleria Borghese, porta al museo concerti della durata di 30 minuti circa di musiche contemporanee alle opere esposte o a queste ispirate, eseguite da specialisti di strumenti storici e giovani musicisti del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma.

Per il terzo appuntamento della rassegna, nella sala X della Pinacoteca, al primo piano – alle ore 11.00 e alle ore 12.00 – i musicisti dell’Ensemble Concerto Regio offrono ai visitatori un’esperienza immersiva nella cultura Barocca e settecentesca, eseguendo brani di diversi autori, attivi prevalentemente a Roma o nel nord Italia nel XVII secolo (eccezion fatta per Palestrina, morto sul finire del XVI secolo).

In questo periodo, dal punto di vista vocale, si sviluppa la cantata da camera, genere profano che ha origine nel cinquecentesco canto a voce sola accompagnato da viola o liuto, non scenico ma in un certo senso già “teatrale” poiché destinato a “muovere gli affetti” attraverso l’espressione del testo poetico.

Genere di grande successo nelle corti romane e diffusosi poi nel nord Italia e in alcune zone europee, è diviso solitamente in sequenze di arie, recitativi, brani strumentali etc. (esempio lampante sarà la cantata “Lagrime mie” della mirabile compositrice e cantante Barbara Strozzi).

Se il repertorio composto fino al 1650 circa prevede quasi esclusivamente la voce e il basso continuo, a partire dalla seconda metà del secolo troviamo spesso anche l’accompagnamento di uno strumento concertante, quale ad esempio il violino.

Questo strumento conoscerà un incredibile sviluppo che lo porterà a divenire il protagonista della musica strumentale anche grazie alle sue potenzialità virtuosistiche ed espressive, evidenziate nelle sonate di Legrenzi, Castello e Cima. In virtù di queste sue caratteristiche, già all’epoca il violino fu portato anche ad “affiancarsi” alla voce, come ascolterete in alcuni duetti dove i quattro componenti hanno deciso di sostituire una delle due voci proprio con il violino o addirittura a sostituirsi alla voce stessa (come nel madrigale di Palestrina). Come era prassi dell’epoca, anche i quattro esecutori odierni hanno inserito una nuova parte di violino laddove inizialmente non era previsto, ad esempio nei brani di Barbara Strozzi.

L’iniziativa è gratuita, inclusa nel regolare biglietto d’ingresso al museo.

Prenotazione obbligatoria chiamando lo 06 32810 oppure sul sito web www.galleriaborghese.it

Galleria Borghese

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