‘Come una pecora su uno scoglio’. Un tragico Natale

Selezionato per la vetrina di Casa Sanremo Writers 2026, Come una pecora su uno scoglio, l’ultimo romanzo di Alessio Tanzi, è un noir teso e visivo che si apre nella notte di Natale.

Fermo Trimani è un avvocato romano in bilico tra verità processuale e colpa privata. Roma–EUR è la scena di un’indagine che entra nelle case, attraversa una famiglia ferita e rimette in gioco lutto, dipendenze e scelte impossibili. La prosa alterna scatti rapidi e confessione, con ricordi che spezzano il tempo narrativo.

Perché ha scelto la notte di Natale come innesco della storia? Che cosa aggiunge questa data al senso di colpa e d’innocenza di Fermo?

La notte di Natale è il momento in cui tutti facciamo finta di credere di essere tutti più buoni. In realtà da diverso tempo a questa parte quella notte si è trasformata in un’assurda mascherata. Si fanno cene con parenti che non si vedono e si sentono dall’anno precedente e ci si nasconde dietro un sipario patinato fatto di lucine, palle colorate e statuette. Certamente la tragedia con cui ha inizio il libro si pone come uno strappo alla regola. Uno strappo che non fa altro che riportare tutti alla realtà. E questo aggiunge pathos alla storia visto che alla notizia l’accusa che muovono i cittadini, i media e anche le autorità non è tanto quella che un’intera famiglia è stata freddamente uccisa, ma quella che la festa più importante dell’anno è stata irrimediabilmente rovinata. Per Fermo, invece la situazione è lievemente differente. Lui è una persona sola, non festeggia il Natale e il fatto di sangue per il quale viene indiziato non fa altro che trasformarsi nell’occasione per analizzare il suo passato e per rivivere quei momenti in cui anche lui credeva che festeggiando il Natale e passate le cosiddette feste la società e il mondo si sarebbero trasformati, quasi per incanto, in un qualcosa di migliore.

L’EUR è più di uno sfondo: quali luoghi reali hanno orientato il percorso del protagonista e come li ha trasformati in scene?

Alessio Tanzi
Alessio Tanzi

L’Eur è il mio quartiere. E’ il posto in cui ho trascorso gli anni della formazione, è stato il teatro dei primi amori e delle prime delusioni. Ci torno spesso e lo trovo un posto magico e ruffiano allo stesso tempo perchè è pieno della nostra storia recente, ma con fare timido tende a nasconderla, è austero e romantico, quindi mi sembrava un palcoscenico perfetto per un personaggio sfaccettato come Fermo Trimani. In più quando ho iniziato a scrivere questa storia mi sono tornate in mente le scene immortalate da Fellini in “Boccaccio 70” e mi piaceva l’idea di far rivivere quei luoghi. In merito ai posti citati bisogna dire che la via del pluriomicidio credo che sia una delle più belle del quartiere, la Basilica di SS. Pietro e Paolo è un po’ il simbolo dall’alto della scalinata domina tutto il quartiere e l’ospedale S.Eugenio è stato per anni il punto di riferimento sanitario del quadrante. Mi sembrava giusto dargli importanza e immortalare sulle pagine di un libro.

Eva continua a influenzare Fermo anche quando è assente. In che modo il lutto modella i suoi silenzi e le sue decisioni?

Eva per Fermo è l’amore impersonificato. Un amore che che forse si è andato via via esaurendo e proprio per questo ha lasciato dietro di se una scia di malinconia che forgia l’animo del protagonista. Quasi a far rimpiangere la sua stessa realizzazione, perché probabilmente gli amori perfetti sono quelli che non si realizzano.

Il rapporto con il padre attraversa il romanzo in profondità. Quale immagine di paternità voleva restasse al lettore e perché?

Il padre è il confidente e il punto fermo nel carattere insicuro del protagonista. Sono due uomini soli e ciò non fa altro che innescare un processo di odio e amore. In Fermo Trimani c’è il bisogno di emanciparsi, ma anche la necessità di sentirsi ancora figlio nel momento particolarmente difficile che sta vivendo. In realtà la figura di paternità che viene fuori è una figura oggi superata. Un padre che non è l’amico, non è la seconda madre, ma colui che si fa carico dei problemi in silenzio e senza lamentarsi secondo quel vecchio ruolo storico che è sempre stato imposto all’uomo che armi in pugno si vestiva della corazza e scendeva sul campo di battaglia.

Le pagine sulle ricadute sono fisiche, mai compiaciute. Come ha tenuto insieme verità cruda e rispetto di chi legge?

Ho pensato semplicemente che tutti noi abbiamo delle debolezze e probabilmente tra le pieghe del carattere di Fermo Trimani un po’ tutti si possono riconoscere e, in qualche modo, condannare e assolvere in modo tale da crescere insieme al personaggio

Dov’è, per lei, la soglia che separa l’indagine giudiziaria dalla resa dei conti personale del protagonista?

La soglia sta appunto nello scoglio. Fermo deve scendere da quello scoglio e imparare a nuotare come ebbe a dire Italo Calvino “Anche chi ha passato tutta la vita in mare c’è un’età in cui si sbarca” e l’indagine giudiziaria nel momento in cui invade i ricordi personali è proprio il momento dello sbarco.

Editore: SBS Edizioni. Anno: 2024. Prezzo: € 15. https://amzn.eu/d/7nbxTcI

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