HomeCultura&SpettacoloDalla Bibbia ai Big Data: la lezione di Massimo Cacciari

Dalla Bibbia ai Big Data: la lezione di Massimo Cacciari

Lo scorso mercoledì 6 maggio ha avuto luogo, presso il “Tartarughe – Bar e Bottega”, la conferenza tenuta dal Professor Massimo Cacciari e lo scrittore e giornalista Luca Ciarrocca.

Protagonista del discorso è stato l”Anticristo”, figura emblematica della tradizione biblica risalente alle Lettere di Giovanni e alla Seconda Lettera ai Tessalonicesi di San Paolo.

La suddetta figura rivela la sua importanza, come sottolineato dal Professor Cacciari, nell’ambito del presente dibattito attorno alla figura di Peter Thiel, il grande imprenditore a capo di Palantir, la controversa azienda specializzata in analisi di Big Data il cui nome, come osserva Cacciari, si ispira ai manufatti descritti nelle opere di J. J. R. Tolkien.

I “Palantíri”, infatti, consentivano all’uomo l’acquisizione di una facoltà di prescienza, raggiungendo la capacità di prevedere e anticipare i fatti futuri, facoltà rappresentata dagli attuali algoritmi di analisi predittiva realizzati dall’azienda stessa.

In questo contesto, l’Anticristo incarna esattamente le fondamenta ideologiche che guidano il progetto rivoluzionario di Thiel, accompagnato dal co-fondatore Alex Karp, il quale ci rende esplicito il disegno sottostante all’ideazione delle nuove tecnologie attraverso il suo testo di recente pubblicazione intitolato “La repubblica tecnologica”.

Come descritto all’interno di esso, il compito delle imprese tecnologiche è quello di stabilire e mantenere un’unione con le potenze statali, al fine di mantenere il predominio occidentale. Per raggiungere quest’obiettivo, sarà allora necessario arrestare le forze del presente quali il populismo e la democrazia sfrenata, contro l’ascesa dello Stato mondiale.

L’imprenditore tecnologico, in uno stato attuale caratterizzato da un dominio tecnocratico, fa di sé il “Katechon”, la potenza che frena l’arrivo dell’Anticristo e salva l’umanità dal suo decadimento, accompagnandola verso il progresso morale.

È necessario allora rigettare, sulla scia di pensatori come René Girard e Carl Schmitt, qualsiasi ideologia pacifista che neghi il conflitto in quanto essenza del politico, e tornare ad uno Stato qualitativamente forte, pronto, se necessario, ad abbattere lo Stato di diritto.

di Camilla Masi

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