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Tra Whistleblowing e sicurezza online, il contributo della tecnologia

C’è una nuova norma, datata 7 aprile, in cui il Garante per la protezione della privacy e dei dati personali ha aggiornato la questione della corretta adozione di misure di tutela della riservatezza per coloro che si fanno autori di segnalazioni nell’ambito di whistleblowing. Di cosa si stratta? Come si legge sul sito di ANAC, l’Autorità Nazionale Anticorruzione, con questo termine si intende “il dipendente pubblico che segnala illeciti di interesse generale e non di interesse individuale, di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro”, in linea con quanto previsto dall’art. 54 del Decreto Legislativo n.165 del 2001.

Per questo si è reso necessario l’aggiornamento di tutta un serie di norme, come ad esempio il decalogo per il corretto trattamento personali. All’interno di questo documento si legge, ad esempio, come tutte le informazioni debbano essere scambiate attraverso protocolli sicuri, riconducibili a HTTPS. Si entra, in questo senso, nel campo della tecnologia e del digitale, che offrono un supporto di non poco conto alla protezione dei dati. Una questione di grande importanza al giorno d’oggi, dal momento che gran parte della nostra vita è ormai tutta riversata online: dal lavoro alla scuola, dalle amicizie al nostro tempo libero, dalle nostre passioni ai nostri desideri.

Cerchiamo allora di entrare nello specifico. Per HTTPS si intende Hyper Text Transfer Protocol Secure, che tradotto suonerebbe come “Protocollo di trasferimento ipertestuale sicuro”. Si tratta di una dicitura visualizzata negli URL dei siti web che sono protetti con un Certificato SSL. Con questo acronimo, invece, si intende Secure Sockets Layer, ovvero livello di socket sicuri. È una tecnologia standard, tra l’altro utilizzata da tempo dai principali casinò online in Italia, che garantisce la sicurezza della connessione a internet e protegge i dati sensibili che vengono scambiati tra due sistemi. In questa maniera i pirati informatici e gli hacker non potranno leggere oppure modificare le informazioni.

Accorgimenti non di poco conto, soprattutto nel contesto in cui viviamo. Negli ultimi mesi del conflitto tra Ucraina e Russia si assiste infatti a un pericoloso aumento di crimini informatici perpetuati da hackers che si definiscono schierati proprio accanto di Vladimir Putin. Furto di identità e di dati, intromissioni negli account finanziari ed economici, manomissioni. Sembra essere tornati alla Guerra Fredda, con un pizzico di film fantascientifico. Per questo la tecnologia è sempre di più una valida alleata.

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