A volte il cambiamento spaventa, ma è proprio oltre la paura che si nasconde la nostra verità più profonda.
Dopo anni nel mondo del marketing e commerciale, Stefania Taruffi ha scelto di ascoltare sé stessa e cambiare tutto. Con la community che ha creato, Ecologia del Vivere, guida le persone verso un benessere autentico attraverso mindfulness, respiro ed energia, mostrando la strada a chi, come lei un tempo, sente che è arrivato il momento di rinascere.
Dal marketing alla mindfulness, Stefania, ci racconti il momento in cui hai capito che era arrivato il tempo di cambiare?
A volte la vita ci parla a bassa voce. Sussurra tra le righe delle nostre giornate, ci invita a fermarci, a cambiare direzione. Ho semplicemente ascoltato quel sussurro.
È stato un risveglio lento ma costante, che è durato più di dieci anni. Un senso di disallineamento, come se la vita che stavo vivendo non mi appartenesse più. Il risveglio è coinciso con il mio percorso di pratica della meditazione mindfulness. Finché è arrivato un giorno in cui ho capito che non potevo più ignorare quella voce interiore che mi diceva di cambiare. C’è una frase attribuita a Buddha che dice:
“Ogni mattina nasciamo di nuovo. Quello che facciamo oggi è ciò che conta di più.”
Quindi dopo anni trascorsi tra numeri, strategie e obiettivi un giorno mi sono svegliata e ho scelto una strada diversa. Più autentica, più vicina a quello che sono io oggi.
Cosa hai provato nel lasciare un percorso solido per intraprendere un cammino più incerto ma profondamente tuo?
Paura, certo. Ma anche un senso profondo di libertà. Per la prima volta stavo scegliendo me stessa.
La mindfulness è sempre più conosciuta, ma spesso resta un concetto astratto. Come la descriveresti a chi non l’ha mai praticata?
Per me è un ritorno a casa. È il momento in cui smetti di correre e inizi ad ascoltarti, a sentirti nel corpo, a osservare anche i tuoi pensieri e a portarli nel campo della consapevolezza, dove questi perdono il loro potere di dominarci, dove poter prendere atto che i pensieri sono solo pensieri e non la realtà. Mindfulness è vivere in maniera più consapevole ed equilibrata ogni cosa che ti accade e quindi, vivere davvero il presente.
Qual è stato il tuo primo vero incontro con la mindfulness e in che modo ha trasformato la tua vita?
Nel 2014 con il primo MBSR (percorso per la riduzione dello stress di 8 settimane basato sulla Mindfulness) con Marco Iannelli. Ero molto provata, depressa, nel bel mezzo del periodo più delicato di una donna, quello della menopausa. Ho capito quanto fossi scollegata dal mio corpo, dalle mie emozioni, dal mio potenziale. Ho imparato ad osservare le mie dinamiche mentali e a lasciare andare i pensier nocivi, il rimuginio, i pensieri fissi. È stato un punto di svolta.
Insegni anche il Breathwork. Il respiro è un atto naturale eppure così potente. Cosa lo rende uno strumento di trasformazione?
Il respiro è il ponte tra corpo e mente. Quando lo usiamo consapevolmente, possiamo sciogliere blocchi, liberare emozioni e riconnetterci con la nostra essenza. Per non parlare dei benefici a livello cellulare. Ossigenare bene il corpo ci fa stare meglio e ci rende più efficienti. Io dico sempre che il respiro è come un salvavita: è lo strumento più immediato e più a portata di mano nei momenti di ansia, attacchi di panico, stress momentaneo. Fai la respirazione quadrata e ti centri subito. Non è un caso che esercizi di questo tipo vengono usati dai militari in guerra per combattere il loro peggiore nemico, la paura.
Il Reiki che pratichi come operatrice, è spesso avvolto da un’aura di mistero. Come spieghi a chi è scettico il suo valore e i suoi benefici?
È come ricaricare una batteria scarica. Non serve credere, basta sperimentare. Il corpo sente, anche quando la mente dubita. Il Reiki è l’energia invisibile che ci attraversa tutti. Tutto è energia, anche i pensieri. Ricevere Reiki significa ricevere un apporto di energia nutriente, con amore.
Ci puoi raccontare un episodio in cui hai visto il Reiki fare davvero la differenza nella vita di qualcuno?
Una persona che non aveva mai pianto per la morte recente del padre, pur essendone devastata, è scoppiata in un pianto dirompente. L’energia universale è arrivata a liberare il canale energetico del suo chakra del cuore. È stata una liberazione e il suo volto, dopo, era cambiato, più sereno, più aperto alla vita.
Quali sono i tuoi prossimi passi? Hai nuovi percorsi o iniziative in programma?
Sto lavorando a nuovi ritiri per i fine settimana estivi in Sabina (Lazio), a workshop tematici come ad esempio l’alimentazione consapevole, la gestione dello stress e la mindfulness psicosomatica, a percorsi specifici indirizzati alle scuole, ai giovani e agli adolescenti, alle aziende per il benessere delle risorse umane.
Se potessi parlare alla Stefania di qualche anno fa, cosa le diresti?
“Abbi fiducia. Anche se adesso non vedi la strada, ogni passo ti porterà più vicina a te.”
Cosa diresti a chi oggi si trova in un momento di transizione e non sa da dove cominciare?
Inizia da un respiro. Fermati. Ascolta. La risposta è già dentro di te, ma devi fare silenzio per sentirla.





