Nato a Roma 33 anni fa, Alessandro Marazza è uno dei pochi tagliatori di gemme attivi in Italia. Il suo percorso professionale inizia subito dopo il diploma, con una gavetta “vecchio stampo” non retribuita, che oggi considera la sua fortuna più grande: “Mi ha permesso di capire che avrei dovuto guadagnarmi ogni centimetro di questo viaggio”.
I primi anni si svolgono tra diversi laboratori della capitale. Sei mesi come orafo, altri sei dedicati all’incastonatura delle pietre, poi un anno di esperimenti e tentativi senza risultati definitivi. La svolta arriva quasi per caso, quando incontra un tagliatore di pietre alla ricerca di un apprendista. “Mi sono buttato, azzerando tutto e ripartendo da zero” racconta.
Da quel momento, il taglio delle gemme diventa il suo mestiere. Per tredici anni Marazza fa il pendolare da Poli, un piccolo borgo dell’entroterra laziale, a Roma, un tragitto quotidiano di circa tre ore fra andata e ritorno. “Forse è stato anche questo a spingermi, un anno fa, a mettermi in proprio”. Nasce così la sua attività indipendente di tagliatore di gemme preziose e semipreziose.
“Alessandro – commenta il sindaco di Poli Federico Mariani – rappresenta il tipo di professionalità che il nostro territorio sa esprimere. La presenza di laboratori artigianali specializzati valorizzano il nostro borgo e tengono in vita competenze tradizionali che altrimenti rischierebbero di scomparire. La sua scelta di tornare e avviare qui la sua attività dimostra che anche i piccoli borghi possono offrire opportunità di lavoro qualificato”.
Il taglio delle gemme (o faceting, nel linguaggio tecnico) è un’arte che unisce precisione meccanica e sensibilità estetica. In Italia resta un campo di nicchia, poco conosciuto anche all’interno del comparto orafo. Ogni pietra ha proprie caratteristiche fisiche e ottiche: durezza, struttura cristallina, inclusioni, indice di rifrazione. Valutarle e tagliarle nel modo corretto richiede anni di pratica e una conoscenza approfondita dei materiali. “Ogni gemma reagisce in modo diverso — spiega Marazza — e il modo in cui la orienti o la lucidi può cambiare completamente la sua resa finale”.
Nel nostro Paese non esistono scuole specializzate dedicate esclusivamente al taglio delle gemme. la formazione avviene quasi sempre in laboratorio, accanto a un maestro, attraverso un percorso di osservazione e tentativi. È un sapere che si costruisce nel tempo, fatto di precisione, errori e calma, più vicino all’artigianato artistico che all’industria.
“È un lavoro che ti insegna la lentezza” aggiunge. “Non esistono scorciatoie, devi imparare a conoscere la pietra, a rispettarla, a capire i tuoi limiti”.
Il contesto economico riflette questa difficoltà. In Italia il settore orafo e dei gioielli conta circa 6.500-7.000 imprese e quasi 28.000 occupati (dati 2023), ma il comparto specifico del taglio e della finitura della pietra rimane marginale e altamente specializzato. Nel Lazio si stimano poche decine di professionisti e in tutta Italia non più di qualche centinaio, se si considera quanto sia raro il taglio delle gemme preziose e semipreziose rispetto alla più diffusa gioielleria “ordinaria”.
Il valore complessivo della produzione nazionale si aggira intorno ai 3 miliardi di euro l’anno, con un trend stabile, ma non in crescita. E’ un settore che richiede competenze tecniche elevate e investimenti significativi in macchinari e materiali, spesso con margini contenuti, soprattutto per i piccoli laboratori artigianali.
Parallelamente, il mercato globale delle gemme è in espansione. Secondo le ultime stime, nel 2032 raggiungerà un valore di oltre 100 miliardi di dollari, con un tasso di crescita medio annuo del 6,3%. La richiesta di pietre naturali e tagli personalizzati è trainata non solo dal lusso, ma anche da nuovi interessi legati alla sostenibilità, alla tracciabilità e al valore artigianale del prodotto.
In questo contesto, la scelta di Marazza di puntare sulla divulgazione assume un peso particolare. La sua pagina Instagram nasce con l’obiettivo di avvicinare il pubblico a un mondo poco conosciuto, mostrando il processo di taglio e fornendo informazioni di base su come valutare una gemma. “Molti non sanno riconoscere un taglio ben fatto o quanto influenzi la bellezza e il valore della pietra” chiarisce. “Per questo cerco di spiegare il lavoro che c’è dietro, senza filtri”.
In fondo, in un’epoca dominata dalla velocità e dalla produzione di massa, il taglio delle gemme rimane un’arte fatta di pazienza e di risultati conquistati lentamente, pezzo dopo pezzo.
di Giovanni Ierfone




