Nel luglio del 2025 sette bambini, in fila per l’acqua, furono uccisi nel campo profughi di Nuseirat a Gaza. Un drone li colpì in pieno e la vicenda ebbe grande risonanza. L’esercito israeliano dichiarò di aver avuto come bersaglio un terrorista e che si era trattato di un tragico errore.
Non furono resi noti i nomi di quei bambini né la loro storia. La poesia “Il primo della fila” restituisce loro, appunto, un nome e una storia.
Il Primo della fila
Il primo della fila
L’avevamo visto nascere
Piangeva come piangono
I piccoli di ogni specie
Quando vengono al mondo
Il secondo giocava nel cortile
Anche se era tardi
Anche se avevamo sonno
Non l’avremmo mai detto un danno collaterale
Forse si chiamava Hassan
Ma le cronache sono avare di dettagli
Quello dietro con gli occhi chiari
Occhi che dicevano tutti
Avrà preso dal cielo
Una mattina di grazia
Del quarto sappiamo che amava l’acqua
Come un pesce prestato alla terra
Per distrazione divina nato
Senza branchie e pinne
Il quinto era Tariq stella del mattino
Mi piace pensare che fosse nato
Da un sogno in un sogno
Di gente e terra libera
Bilal significa acqua
E l’ultimo come il primo
Come il secondo e il terzo
Come il quarto come il quinto
Aveva sete oltre che fame
Erano figli che abitavano accanto
Fastidiosi quando il sole batte
Teneri quando cala la notte e
Dormono i piccoli di tutte le specie.
Ora, se non siete stanchi, alzatevi in piedi
Maledetti dal vostro stesso dio
Non sognate paradiso
Siamo noi l’inferno che vi aspetta.
di Claudia Iandolo

